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Il lanciatore di coltelli

Anno:

2002

Autore:

Roberto Vecchioni

Casa discografica:

Emi

Scaletta:

1 Figlio, figlio, figlio
2 Shalom
3 La bellezza – Gustav e Tadzio
4 Malinconia leggera
5 Storia e leggenda del lanciatore
6 Ma che razza di dio c’è in cielo
7 Viola d’inverno
8 La mia stanza
9 Il lanciatore di coltelli
10 Il mago di Oz

Il disco:

Parabola altissima delle generazioni che passano lasciando in eredità a chi resta i pensieri e le emozioni per tirare avanti. Il nonno insegna al padre e il padre al figlio il mestiere di vivere e cioè a lanciare coltelli non per fare del male, ma per disegnare, mettere a fuoco la sagoma delle persone e delle cose che si amano, ben sapendo però che “finito il momento magico del suo coltello in volo, il lanciatore è solo”. Siamo programmati a questa solitudine e amiamo per cacciarla via. E’ la stessa solitudine del vecchio Gustav che si rivede nel Tadzio di Morte a Venezia” (La bellezza), e di un altro padre, stavolta autobiografico disarmato e ansioso davanti al figlio adolescente (“figlio,figlio,figlio”- “Malinconia leggera”) ed è solitudine metafisica davanti a un Dio biblico troppo alto e irraggiungibile al contrario di Cristo, presente nel cuore.

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5 Responses to Il lanciatore di coltelli

  1. la bellezza- un brano da brivido!!! tutto l’album è da brividi, straordinario!!! vecchioni sei un grande, sei il mio Dio e io non ti darò mai scacco!!!

  2. Adoro “Storia e leggenda del lanciatore” perché è il più grande contenitore, narrando l’arte di vivere, ed esprime i più grandi contenuti, di un romanticismo smisurato, che prima fa sorridere il cuore e poi, con quel finale, vi apre una breccia da cui escono tutte le emozioni che solo il silenzio, oltre a Vecchioni, riesce a dire. Il Prof. ha il dono più importante per un artista, che è quello di cantare l’ineffabile. Sogno di poterglielo dire un giorno di persona, intanto spero che questo messaggio arrivi comunque alla sua attenzione, insieme a un grande grazie perché anche per merito suo ho potuto “finalmente vederla la vita, vederla, vederla davvero”

  3. Il disco che ho sentito di meno… e ogni volta che lo riprendo mi dò del pirla…

  4. ciao, Roberto volevo dire la mia opinione sul brano (ma che razza di Dio c’è in cielo),musicalmente è valido però non mi trovo d’accordo sul tuo pensiero perchè; io credo che Dio permetta la sofferenza degli innocenti per salvare anime lontane da Lui,lo scopo di questa vita è accappararsi un posto in paradiso fatto di armonia, pace,luce e gioa piena il tutto per l’eternità in contemplazione del nostro Creatore,anche perchè veniamo da Lui e a Lui ritorneremo,comunque penso che sia un mistero la permissione di sofferenze indicibili ad esempio di bambini innocenti se non per qualcosa di più grande nei piani di Dio per noi sconosciuto qui in terra ma che sapremo nell’altra vita eterna. grazie

  5. Le emozionii, volano veloci come la lama di un coltello, ovviamente metaforico, che lanciato solca l’aria, modificandone il suo stato. E’ la massima espressione del.. penetrare dentro l’anima, e il pensiero spaziando in esso in senso assoluto. Penso e credo che in ognuno di noi, sia presente un grande lanciatore di coltelli.

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