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Scacco a Dio

Anno:

2009/2011

Autore:

Roberto Vecchioni

Casa editrice:

Einaudi

Il libro:

E se un giorno Dio, in piena crisi esistenziale, si travestisse da pittore del Rinascimento o da chitarrista rock, da trapezista o da cortigiana, per cercare di comprendere gli uomini, quelle sue creature ribelli che ormai gli sembra di non capire più?
Così infatti si presenta il Creatore davanti a Teliqalipukt, il «suo primo consigliere», una specie di angelo mandato sulla terra con lo scopo di seguire gli uomini per poterli poi raccontare ai «piccoli immortali, i suoi allievi». E proprio a lui Dio chiede di spiegarglieli, gli uomini, lui che li ha conosciuti da vicino.
Inizia così una sorta di «terapia» in cui Teliqalipukt (vecchia conoscenza dei lettori di Roberto Vecchioni), di seduta in seduta, si fa cantastorie per Dio. Da Catullo a JFK, passando per Shakespeare e Federico II, i protagonisti dei racconti – che danno forma a un unico romanzo – sono accomunati dalla volontà di ribellarsi a un destino che appare già segnato.
E così scopriamo che Oscar Wilde dopo anni di carcere vive sotto falso nome nel nord della Francia; che il matematico Évariste Galois muore in duello non a causa di una donna ma per il risultato sconvolgente delle sue ricerche; che sir Alec Guinness si converte dopo uno strano colloquio in una chiesa durante le riprese del film in cui veste i panni di padre Brown; che il campione del mondo di scacchi Capablanca non ha perso il suo titolo come credevamo.
Roberto Vecchioni torna a emozionarci con la sua affabulazione rapinosa e lieve, con le sue storie un po’ sghembe capaci di cogliere e svelare, d’incanto, gli abissi dell’animo umano.

«Sembra quasi che lo facciano per farmi dispetto, gli uomini: arrivati a un certo punto è come se s’incidessero un’altra linea della vita sulla mano. No, non parlo di peccati, quelli son minuzie: dico il corso del loro destino. È come se in un’immaginaria scacchiera non accettassero più le diagonali di un alfiere, i salti di un cavallo, le rette di una torre. E spacciano questa falsa libertà per uno scacco a me, uno scacco a Dio. Ecco cosa mi tormenta e cosa voglio capire: dove ho sbagliato?»

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20 Responses to Scacco a Dio

  1. sempre impagabile quello che emerge da quest’uomo! oltre la dolcezza e l’incisività è molto rispettabile e invidiabile (x me) la sua grande cultura. E’ 1 insegnante in tutte le occasioni: Grazie grande Roberto e grazie anche alla tua famiglia, che è parte di te, senza dimenticare tutto il tuo passato soprattutto i passaggi difficili o brutti. Quindi grazie a tutto perchè tu proprio quel tutto sei…!

  2. bellissimo, cio’ che ha detto kathia e’ vero ti si ascolta sempre molto volentieri,ma ancor piu bello sarebbe stato avere un professore cosi ciao continua

  3. Pienamente d’accordo con queste ammiratrici….Più l’ascolti, più l’ascolteresti, e non ascolteresti altro Lunaspina

  4. Cercavo il pensiero del Professore in qualche forma, senza preclusioni su un amico e probabilmente inscindibile, su un artista, no sicuramente verso l’ uomo Lucio Dalla, per riannodare i fili tra ciò che è stato e l’ infinito, di primo acchito così ignoto.
    L’ ho trovato, puntuale, così solare e ancor più vitale, come guardasse Futura.
    Il libro in discussione, per più ragioni, non mi ero sentita di leggerlo ma , restando nei tempi, credo che lo farò.
    Grazie. Astro.

  5. …durante un concerto,gli urlai “sei un mito!”lui fece cenno con un dito; no,no|.rimane il fatto che probabilmente ha ragione,ma per me è mitico!!!!!!

  6. Bello, ma sicuramente di tutti è il più difficile da leggere con tutti i riferimenti a personaggi di cui non conoscevo neppure l’esistenza.
    Diciamo che l’ho letto in costante collegamento Internet…
    Comunque bravo.

  7. Maestro. Lei per me è sempre stato un punto di riferimento. Non la meta del viaggio, ma il senso in se del viaggiare. Il viaggio continuo di una vita dedicata all’amore per l’insegnamento del bello, della cultura, dell’estetismo musicale, della poesia. Grazie!
    Giorno 19 agosto p.v. avrò l’onore di incontrarla a Stelletanone di Laureana di Borrello (Rc) al suo concerto. Spero legga questo commento e quel giorno gliene parlerò.

  8. Riceviamo e pubblichiamo:
    Salve ,

    Mi chiamo Achille Sammartano; ho 21 anni e sono siciliano , precisamente di Marsala.
    Il Prof. Senza saperlo con le sue canzoni mi è stato vicino da sempre , già da quando ancora bambino le ascoltavo furtivamente nel salone di casa nel tentativo di cogliere sfumature troppo grandi per la mia età che riuscivano però a farmi costruire piccoli spazi di immaginazione.

    Vorrei ringraziarlo perché mi ha insegnato molto. Mi ha fatto capire che l’amore è cultura, mi ha fatto sconfiggere la paura di immergermi nelle parole per ritrovare me stesso, mi ha fatto pensare che la giusta strada da percorrere è sempre quella che desideriamo percorrere e non quella che la società ci impone, da grande Professore mi ha insegnato che ogni debolezza è in realtà poesia e che dietro ogni poesia ci sono interi mondi, tutti paralleli e tutti veri, incredibilmente conservati dentro noi piccoli uomini.

    Scrivo perché devo almeno provare a fargli sapere quanto sia stato importante per me e per la mia crescita . Essere Professore non è semplicemente spiegare ma soprattutto trasmettere qualcosa e lui con me ci è riuscito. Senza saperlo, magari senza pensarlo, è stato come una piccola bussola nella mia vita. Ogni professore ama rivedersi nei suoi alunni ed ogni alunno desidera onorare i propri professori ed è ciò che mi preme fare con questa lettera .

    Anche per merito suo ho fatto il mio “scacco a Dio “, ho preso una strada diversa da quella che avevano pensato per me, ho voltato le spalle ad una troppo comoda Facoltà di Giurisprudenza che mi stava stretta e adesso sono al secondo anno di Lettere e Filosofia proseguendo un cammino che per molti è pazzo ma che per me è semplicemente il mio, con la consapevolezza però che quello a Dio in fondo non è mai stato uno scatto matto ! . Dopo questa introduzione non mi aspetto nulla, spero solo che il Prof. la possa leggere perché qualunque cosa farò nella vita in parte sarà sempre anche merito suo .

  9. sempre mitico ed impagabile nel suo saper raccontare! Lo leggi e non vorresti leggere niente altro, perchè nessuno sa usare le parole come lui. Lo ascolti, lo riascolti e poi lo ascolti ancora e non vorresti ascoltare altro che la se emozioni che diventano poesie in musica. Lo ascolto e lo leggo da sempre e continuerò a farlo.
    Ha accompagnato tutta la mia vita con la sua musica ed il suo libro “le parole non le porta le cicogne” mi ha spronata a continuare con la mia grande passione di sempre, scrivere.
    Non posso certo definirmi scrittrice, ma “scrivo perché forse non so vivere…” e continua a leggerlo, ascoltarlo e scrivere.
    GRAZIE professore, un abbraccio.

  10. hai accompagnato con le tue canzoni tutta la mia lunga storia d’amore GRAZIE ROBERTO da MARISA e GIORGIO che ti seguono da sempre
    tisde biòs tisde kalòs ater cruses Afrodites? questo è il mio motto, spero mi perdonerai gli errori e l’audacia
    CANTA CANTA CANTA…… ROBERTO

  11. Sono il presidente della ” ATC- Associazione Tumori Calabria”. Siamo impegnati nel fare prevenzione ed assistenza domiciliare degli ammalati oncologici. Consapevoli del grande altruismo e della sensibilità già evedinziata,ci permettiamo di chiedere a Roberto Vecchioni, artista di grandissimo prestigio, la sua partecipazione ad una serata in favore degli ammalati di tumore.
    Nell’attesa di una possibile risposta ringrazio e porgo
    ossequiosi saluti. Gabriele Talarico
    atccalabria@libero.it

  12. Roberto, auguri per i tuoi splendidi anni. Voglio dirti che sei l’unico uomo che ha saputo veramente capire e descrivere le donne con una grande sensibilità Grazie di esistere.

    Anna maria

  13. Ho 55 anni, grazie per avermi fatto capire la bellezza nell’anima della vita.

  14. Vorrei farti i complimenti più sinceri e sentiti. Ti ho sempre ammirato molto e ti ho sentito molto vicino negli anni più importanti della mia crescita con le tue canzoni; tra turbolenze adolescenziali e difficoltà familiari a volte crescere è davvero difficile….

    ti abbraccio forte e spero ogni tanto ti ricordi anche di noi

  15. Caro Roberto grazie per le tue canzoni di rara bellezza che mi hanno accompagnato e mi accompagnano nel cammino della vita. Volevo chiederi la tua interpretazione e spiegazione di “ho conosciuto il dolore” testo a mio parere profondo e toccante. Grazie per esserci Antonella

    • Mi sembra abbastanza chiara come canzone, non c’è nulla da spiegare, poi ognuno la fa sua …
      Buon anno
      Staff Vecchioni

  16. Caro Roberto, volevo semplicemente dirti che le tue bellissime canzoni, sono capaci di trasformare la realtà della vita in profonda poesia,donando sensazioni tali da farmi esclamare :SEI VERAMENTE UNICO!!e la tua musica lo è altrettanto!

  17. Non ci sono parole. Sono perfette per giungere ad amare ed amare il Sogno le tue. Ma dove sei? Dove sei finito? Cri da trentaquattro anni invidia colei che ha giocato con te a San Siro. Scrivi Vecchioni! per noi, le tue ragazze.

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