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Da Roberto su Napoli

Data:

9 Gennaio 2012

Il comunicato:

Cari amici, ci tenevo a farvi sapere per primi che ho dato le dimissioni dal mio controverso ruolo di Presidente del Forum di Napoli.
Domani uscirà sul quotidiano “la Repubblica” un articolo che spiegherà i motivi di questa mia decisione, anche se credo che a tantissimi di voi che mi conoscono, saranno già chiari. Ingenuamente pensavo di dover occuparmi solo di cultura: scusate, mi sbagliavo. Torno a fare il lanciatore di coltelli, che forse mi riesce meglio…
Solo due cose. Tenterò di farmi scivolare addosso le chiacchiere, non risponderò e non commenterò tutte le critiche e le voci maligne che metto già in conto: sarà solo, come sempre, quello che faccio a parlare per me.
Infine lasciatemi ringraziare tutti (tantissimi) quelli che mi sono stati vicini in questo periodo non facile in cui l’amore per la città della mia infanzia e per la cultura mi hanno forse fatto pensare di essere diverso da quel che sono.
Quello che sono, l’artista, il giocoliere di sogni e di parole, vorrei regalarlo ancora a Napoli.
Roberto

Ecco il testo pubblicato dal quotidiano La Repubblica:



Data:

10 Gennaio 2012

“Ringrazio Napoli ma ritorno a fare il poetastro”:

Caro direttore,

ho inoltrato due giorni fa al sindaco di Napoli, Luigi De Magistris e al Cda del “Forum delle culture 2013″ le mie dimissioni da Presidente in cui spiego che “… nella doverosa ricerca intrapresa per approfondire adeguatamente i diversi aspetti dell’incarico affidatomi ho dovuto constatare che il lavoro necessario comporterebbe impegni qualitativamente e quantitativamente eccedenti le mie possibilità e disponibilità. Resto profondamente grato a chi per esso aveva indicato il mio nome e nel confermare tutto il mio amore per la città e per i Napoletani, dichiaro ampia possibilità a collaborare per quanto saprò e potrò a iniziative e manifestazioni nel corso del Forum o in altre occasioni”.
So bene di dover mettere in conto un’altra ondata di polemiche, ma tant’è. Mi piacerebbe solo non si pensasse che lascio per le chiacchiere basate sul nulla o per le critiche che ci sono state ancor prima di sapere cosa intendevo fare. Alle parole sferzanti di certi giornali corrispondevano sempre dieci telefonate, venti, trenta mail di incoraggiamento e tante pacche sulle spalle della gente di Napoli che mi chiama per nome.
“Robberto si ‘o meglio”. “Professo’ facimmogliela verè” o anche solo “futtetenne”. Descrizione: Descrizione: Descrizione: Descrizione: http://oas.repubblica.it/0/default/empty.gif

E infatti me ne sono fottuto. Delle falsità sul mio compenso e del compenso stesso. Delle beghe intorno alla mia nomina, della luce e del telefono che in sede non c’erano perché i soldi non si riuscivano a sbloccare, delle insolvenze che ereditavo e non lo sapevo. Ho vissuto l’idea del forum emozionato come un bambino, pensandola come una meravigliosa possibilità per me ma soprattutto per la città: si trattava di fare cultura a Napoli, il posto dove erano nati e vissuti i miei genitori ma anche pittori e poeti sottovalutati; la città italiana più ferita dalla storia e dal presente, la città delle mille chiese, delle prime forme musicali classiche e popolari, il primo grande regno dagli Svevi a Garibaldi.
Ma quando il mondo politico napoletano si divise fra chi arrivava e chi se ne andava, cominciai ad avvertire che mi ero infilato in una specie di bosco di cui non conoscevo né sentieri né piante, tuttavia la parola “cultura” suonava così forte dentro di me da convincermi che tutto si sarebbe assestato. Il Forum: centouno giorni ininterrotti di dialoghi, spettacoli, mostre su temi come la pace, lo sviluppo sostenibile, la conoscenza, la diversità culturale. Non una maratona di chiacchiere, né un’indigestione di musei e rovine, ma un popolo che veste da sposa la propria città per presentarla a chi viene da fuori. Volevo chiamare a raccolta innanzitutto i giovani: scontato dire che loro sono il futuro, io penso che loro siano anche il nostro presente. Volevo coinvolgere gli extracomunitari, eredi e testimoni di diverse dimensioni artistiche mediterranee. Mi sarebbe piaciuto far sì che si mettessero in gioco tutti i credenti (parrocchie, moschee, templi) perché l’arte e la fede condividono il futuro e la speranza. Pensavo ad un ruolo speciale per le donne e alle associazioni, ai comitati al volontariato. Insomma senza sottrarmi alle mie responsabilità, speravo che fossero i Napoletani a suggerirmi il dove, il come e il quando. Poi c’è stata la realtà e via via che le cose proseguivano, diventava sempre più chiaro dentro, che un artista, anche un poetucolo come me, poco ha a che fare con i meccanismi per lui astrusi, arcani, insondabili di qualsiasi realtà politica, a meno di far la fine dell’albatros di Baudelaire, perché una cosa è il sogno, altra cosa sono “gli intrecci misteriosi che legano gli uomini al viver sociale”.
Essere presidente del Forum non vuol dire solo occuparsi di cose culturali, ci sono conti, decreti, ingiunzioni, aspetti tecnici, pesi e contrappesi politici; bisogna saper muoversi tra questi equilibri che a volte non capisco e a volte capisco e non mi convincono o sono semplicemente distanti da me. Ho una grande stima verso chi oggi, in quest’Italia malata, si batte nel “pubblico” per tentare di cambiare le cose e soprattutto tenta di costruire senza compromessi. Mi ha gratificato molto il fatto di pensare che dopo avermi conosciuto il sindaco di Napoli mi abbia ritenuto la persona più adatta a presiedere una manifestazione così importante, soprattutto che mi abbia scelto giudicando solamente ciò che ho fatto durante una vita dedicata alla cultura, mai basata su appartenenze di partito. È per questo che ho accettato, ma ho sbagliato: mi sembra giusto che torni a fare quello che so fare. Io resto un poetastro e quello che so fare è scrivere, fare canzoni e cantarle alla gente. So proporre idee, se qualcuno vuole ascoltarle. Spero soprattutto di saper parlare ai ragazzi. Considererei un privilegio continuare a farlo a Napoli.

ROBERTO VECCHIONI

22 Responses to Da Roberto su Napoli

  1. Conoscendoti bene e apprezzando le tue infinite capacità umane,fuori dai giochi di potere, per i troppi casini che si sono verificati, ero sicuro che avresti mandato tutto a puttane come il lanciatore di coltelli. Sei bello e onesto dentro per non accettare compromessi senza barare, in una città gestita dai nuovi “GATTOPARDI”, che mirano al bene esclusivo dei propri interessi,fregandosene del bene… comune. Tu vali molto di più per quello che sei e non sarai mai solo, anzi cosa ci vuoi fare, io e te saremo come “VELASQUEZ”, il nostro BERLINGUER e i nostri padri, per gli insegnamenti ricevuti ad essere onesti e rispettosi del prossimo, ti ricordi? continueremo sempre a lottare nella vita quotidiana, tra mari, venti e tempeste, senza mai tornare indietro.Un grande abbraccio Roberto, Aurelio Bellitti

  2. Con questa decisione, Lei ha dimostrato come Artista e come Persona di essere al di sopra delle bassezze dei politicanti. Se qualcuno avesse qualche dubbio, questa scelta dà un segnale molto chiaro del Suo essere limpido e integerrimo. Anche per questo La apprezzo molto.
    P.S. Le confesso che ho tirato un sospiro di sollievo: la fossa dei leoni non è adatta ai puri. Continuerò ad emozionarmi, a sognare senza ombre, con le Sue Poesie, le Sue Canzoni……

  3. grazie lo stesso Roberto, ci hai provato a trasformare un caravanserraglio in un evento culturale, ma è un’operazione più che surreale, direi impossibile

  4. Ciao Roberto,
    io sono un giovane di Napoli, della Napoli di periferia e quindi per molti di serie B. Purtroppo siamo stati tutti incantati dalla speranza di cambiamento che De Magistris voleva apportare alla politica della nostra città, così non è stato anche se noi abbiamo fatto l’impossibile per permettergli di diventare sindaco. In te si erano concentrati i nostri sogni e le nostre speranze di una rivoluzione culturale e sociale della nostra città ma, come si fa sempre da noi, i poteri forti e i giochi di palazzo non ti hanno permesso di andare avanti. La tua scelta è condivisibile e giusta, ti apprezzeremo sempre come persona e come artista. In bocca al lupo per tutto.
    Michele.

  5. Roberto, non hai mai pensato di essere diverso… forse hai solo voluto credere che la società fosse diversa. Tu sei sempre lo stesso: una persona onesta, appassionata, che crede in ciò che fa con tutto l’amore possibile. A volte forse pecchi in ingenuità nel credere di poter cambiare tu certi ingranaggi, da solo. Per onestà vai avanti, fino a quando non sei costretto ad ammettere con te stesso che là fuori non è sempre tutto bello e pulito come tu lo vorresti (così va il mondo, non si può cambiare, vedessi come è dura star là fuori). Ti ho stimato ancor di più – se è possibile – quando a Milano hai detto; “non mollo, sarebbe una vigliaccata”. Amo la tua passione, la tua voglia d’esser ottimista, comunque, di voler continuare a credere che la bellezza c’è, nonostante ci sia tanto fango a sotterrarla (soltanto tu sei tu, con quelli là non ce la faccio più). E tante volte nella mia vita sei stato un faro, un faro nella notte. Egoisticamente dirò: mi auguro che così tornerai presto ai tuoi concerti, a cantare non troppo lontano da me, in modo che possa tornare a raggiungerti, nel caos della mia vita. Grazie, anche per questa dichiarazione.

  6. Caro Roberto, ho letto la tua lettera su Repubblica e mi trovo d’accordissimo sulla tua analisi, di com’è arduo confrontarsi con la classe politica attuale, intrisa di camuffati interessi, a discapito del bene comune. In fondo lo si sapeva già, che tra il sogno di un “LANCIATORE DI COLTELLI” (con la sua bellezza e poetica) e la realtà, c’è sempre il mare,per navigare in balia dei flutti marini, come Odisseo, alla ricerca di lidi più limpidi, senza barare e accettare compromessi, anche se ti offrissero 20 kg di riso, avrai con te tanti amici veri, che ti daranno la forza, di prenderli per il culo(pardon per le mele,i cosiddetti pratici e lestofanti) con un sorriso. Un abbraccio,Aurelio.

  7. …”Questo Forum non si meritava un uomo bello come te ”
    Ti voglio bene Prof
    Olga

  8. immagino la difficoltà di questa scelta, sono contenta per te e per la tua coerenza, preoccupata per Napoli! un abbraccio

  9. Mi dispiace che è sfumata l’occasoine per te di far onore alla tua città di origine – a cui tieni tanto – e per realizzarti in un nuovo progetto: una persona poliedrica come te avrebbe portato a termine questo incarico con un tocco di qualità che solo tu sai dare.
    Citando una tre le piu’ celebri canzoni: “fatti valere, fatti pagare!”
    Personalmente sono contenta che non ti allontanerai dalla scena: io sono una di quelle “stelle che, grazie al lancio dei tuoi coltelli, sei riuscito a prendere”.
    Buon lavoro e grazie per tutto.

  10. Caro prof,
    la gente,lo sa,parla sempre,parla troppo.
    Lei è un GRANDE,di certo più grande di tutti loro.
    Continui per la sua strada,noi saremo sempre dietro di lei.
    Grazie per i sogni che ci regala,per le sue meravigliose parole,per gli insegnamenti che ci trasmette,per la sua passione,per l’amore che mette nelle cose che fa. E’ sempre un’emozione!
    Questa gente non merita il suo “abbattimento”.
    FORZA PROF!

  11. Cari ragazzi…gli Ippopotami….pà pà potami….ce ne sono molti, anche nelle Città di mare. Non tutti si arrendono. Non non soltanto non ci arrendiamo ma dobbiamo ostinatamente camminare in salita. Un grazie a Vecchioni. Ha contribuito a far emergere le contraddizioni. Tocca ricostruire e non sulle macerie.

  12. Ha fatto benissimo,caro Roberto! In certe situazioni ( ed istituzioni) cercare di portare colori nel buio non è sempre facile e non sempre riesce come vorremmo noi sognatori. Perchè la vita non è intessuta solo di sogni ma di tristi realtà che li sporcano indelebilmente. Viva Napoli e un abbraccio dall’Olanda, Maria Cristina Giongo

  13. Caro Roberto mi trovo perfettamente in linea con la tua presa di posizione riguardo al forum, aggiungo solo che qui in italia si regalano tanti soldi a questi fantasmi che ci camminano intorno,questi cialtroni,questi topi di fogna e bordello, questi buffoni,questa mappata di sole e questi animali parlanti.Il lavoro qualificato,va pagato.Parola del fan Massimo,operaio idraulico.Ciao e un arrivederci a presto a roma

  14. Finalmente…Roberto..l’eccesso di generosità ti stava allontanando in un altrove dalla poesia..che con le istituzioni non ha proprio niente a che fare…la filosofia sentimentale delle tua musica, la verità e l’unicità del tuo canto sono il più grande contributo culturale che la società possa aspettarsi. Che bello che tu possa continuare a “spostare i fiumi con il pensiero”. Non ti pare abbastanza? Andrea Campanini

  15. Sono felice che continuerai ad essere il nostro carissimo “poetastro” e che continuerai a regalatci emozioni.
    Mi preoccupa il pensiero che se hai mollato tu…non so chi ce la possa fare ad organizzare il forum.
    Sempre al tuo fianco.
    Laura

  16. …..così doveva essere…per il poeta che ci fa vedere “i colori del buio” il mio immutato affetto…

  17. Caro Roberto, egoisticamente sono quasi contenta di questa tua decisione…così potrai dedicarti intensamente a noi, tuoi affezionatissimi fan…in realtà soltanto PERSONE che TI VOGLIONO MOLTO BENE e HANNO TERRIBILMENTE BISOGNO della tua ESSENZA in musica. Un abbraccio.

  18. Peccato… Napoli ha perso veramente un’occasione d’oro.
    Il circo dei politicanti ha mietuto l’ennesima vittima… ma sicuramente tu sei e saresti stato un personaggio molto scomodo. Sicuramente non sei solo un poetastro…. te lo dimostra il numero di fan che non si è certo fatto infinocchiare da articoli e pubblicità negative.
    Continua così!

  19. Scriva Vecchioni scriva..che le sue parole arrivaro dritte nel cuore e nella testa anche di noi giovani.Mi dispiace per la città di Napoli, ha perso l’occasione di avvalersi di una persona vivace culturalmente,sensibile e sincera;ma lei continui a scrivere e..Ritorni presto in tour!!

  20. Meglio così! Credo che le anime pure, le persone vere (sì, tu stesso dici “emozionato come un bambino”) non possano non trovarsi a disagio, in qualche modo, nelle maglie di situazioni in cui non tutto è chiaro, non tutti sono rispettosi e leali, capaci di collaborare e disposti a riconoscere il valore altrui. Gli “avvoltoi” purtroppo fanno parte della nostra esperienza quotidiana e fanno correre il rischio di provare disgusto di tutto, compreso il proprio lavoro. Bisogna fregarsene e dare il massimo meglio di prima, in nome di quei valori in cui crediamo, nel rispetto di noi stessi e per il bene di chi ha bisogno di noi. Tu, caro collega, sai andare dritto al cuore della gente, tu ricordi a tutti che c’è un senso, quanto di più grande, più vero e più giusto si possa desiderare, che la vita di ciascuno è un valore, che siamo amati. E questo, lo sai bene,è più importante di tutto; inoltre sai insegnare e comunicare in modo autentico e diretto e sei anche artista, hai il vigore e l’efficacia di chi parla alle coscienze, qualcosa di molto concreto, che farà bene a Napoli come a chiunque accetti di confrontarsi con te ascoltando bene le tue canzoni. Con gratitudine.

  21. Il giorno in cui è stato deciso di attribuirLe la cittadinanza onoraria coincideva con il mio cinquantaduesimo compleanno. Ciò mi spinge a scrivere, forse per farmi un piccolo regalo. La stimo molto e mi piacerebbe tanto che i miei ragazzi (28 e 22 anni) con i loro amici universitari avessero la fortuna di incontrarLa almeno una volta. Chissà. Ho letto della sua esperienza a Napoli e mi spiace sia andato via, sarebbe stato più facile visto che viviamo a Benevento. Sono d’accordo quando dice di non smettere mai di amare la scuola, anche quando va male, ma quant’è difficile farlo capire ai nostri giovani! Amo la cultura, i libri, l’incanto delle poesie, l’astronomia e il teatro, e cerco di trasmetterlo ai miei figli, ai giovani, ma spesso ciò che mi circonda mi sconforta. AscoltarLa mi riappacifica con il mondo, mi infonde di nuovo voglia di lottare, mi fa pensare che non tutto è perduto, se si ha la fortuna di confrontarsi con PERSONE così. La saluto con grande stima e affetto e spero davvero di poterLa incontrare un giorno.

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