HO SOGNATO cover

‘HO SOGNATO DI VIVERE’

Il tempo in Roberto Vecchioni è un topos trasversale. Il saggio ‘Ho sognato di vivere’ di Mario Bonanno non è il solito libro su un cantautore e la sua storia musicale, ma un inedito punto di vista sulla sua personalità e, di conseguenza, sulla scrittura dei testi che ne hanno accompagnato la lunga carriera. A partire dal filo rosso tematico del tempo, che in Vecchioni è un’ossessione ricorrente, continuamente rilavorata, spesso sottotraccia, tra libri e canzoni. Il tempo di Vecchioni è un tempo sbieco: non procede in senso univoco. Si frastaglia avanti e indietro. Si declina tra storia storie, uomini e uomini, periferie, geometrie, ellissi di senso. Come in un ideale rimando alla Cronosfera di Alice, convivono in Vecchioni tempo e tempo. È tempo il tempo dove si accumulano i ricordi di ‘Calle mai più’. È tempo il tempo borgesiano di ‘Dentro gli occhi’. Sono tempo il tempo parallelo di ‘Ninni’ e quello rarefatto di ‘Fata’. Esiste il tempo parabolico di ‘Sette meno uno’. E quello più leggero di ‘Le mie ragazze’ e ‘Gli amici miei’. Una lunga teoria di tracce. Una costellazione di tempi, rinvii, frammenti sparsi, squarci (temporali). Assecondati, traditi, evocati, letti, (ri)vissuti, capovolti (come usa il cielo della canzone su Saffo). Di volta in volta. Esperto della tradizione del cantautorato italiano, in ‘Ho sognato di Vivere’ Mario Bonanno ci porta per mano in un’immersione a tutto tondo nella produzione artistica di Roberto Vecchioni, aprendo una riflessione inedita che si candida a fare scuola per le future interpretazioni dell’opera del cantautore. In libreria e su www.stampalternativa.it

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