un cantautore in cattedra

UN CANTAUTORE IN CATTEDRA di Emiliano Longo

In questo saggio, il primo sull’argomento, il Vecchioni can­tautore è
per una volta messo in secondo piano, e il focus è centrato sul
Vecchioni insegnante: attraverso i ricordi dello stesso artista, di ex
studenti ed ex colleghi, viene ripercorso il mondo intellettuale del
“prof”, dagli esordi fino all’inse­gnamento universitario. È da una
prima istanza di “fare sistema” del sapere acqui­sito che nasce il
professore, che però convivrà sempre con l’artista e il suo “disordine
creativo”: è un connubio profi­cuo, di cui si alimenta l’insegnante,
che non è mai normale, ma guarda il mondo da una prospettiva altra.
Egli racconta sogni agli studenti, proponendo la bellezza del mondo
at­traverso uno spaziare trans-mediale tra cultura alta e pop, ben
sapendo che cultura significa anche fumetto, cinema, televisione e
canzone. Scopriamo così un modo di fare di­dattica in anticipo sui
tempi e forse ancora oggi innovativo. Leggiamo inoltre degli scontri
con i presidi, delle amicizie con i colleghi, delle maldicenze di
alcuni e della stima di molti ragazzi, cui Vecchioni ha letteralmente
cambiato la vita (tra questi, Enrico Nascimbeni, Rocco Tanica, Paola
Iezzi e Niccolò Agliardi). Uno sguardo viene inoltre riservato alla
storia della scuo­la e dei giovani italiani, all’inizio combattivi e
idealisti, poi sempre più chiusi e distaccati. Anche Vecchioni intanto
cam­bia: dall’adrenalina dei primi giorni alla stanchezza del
pre-pensionamento, fino all’entusiasmo dell’ultima

 

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